Il giorno di oggi 67 anni fa nel comune di Cavriglia l’unità Hermann Goering compiva uno dei massacri più efferati che l’Italia dell’epoca abbia mai conosciuto

Non è mai abbastanza. Mai. La memoria ha un profumo strano, talmente intenso da stringerti la gola, un po’ come la benzina. Non è mai abbastanza per dimenticare, e  mai abbastanza per ricordare. Dicono che dimenticare sia proprio una delle più grandi doti della mente umana, ma se da una parte forse è una liberazione, dall’altra è una condanna. Dimenticare le strage naziste del 4-11 luglio 1944 per un abitante di questa terra, non solo del comune di Cavriglia ma del Valdarno intero, o ancor peggio nascere ed ignorare la sua devastante portata sulle generazioni successive, compreso la mia e quelle venute dopo, è abominevole.

Ma il nostro tempo sa fare anche questo. Sa dimenticare e non raccontare, sa emozionarsi di un’nulla e restare impassibile di un massacro di 67 estati fa. La mia storia l’ho già raccontata tante volte e tante altre scritta, chi non avesse nulla di meglio da fare, foss’altro solo per ricordare la strage che la Hermann Goering mise a segno da queste parti quella mattina, può farlo tranquillamente andando a leggersi quanto ho scritto qua, in questa ricerca durata anni della mia vita. Tra i meglio spesi fra l’altro.

http://www.attivalamemoria.eu/colpire-comunita.pdf

Per quelle vittime ho scritto tanto, ho studiato tanto, ho letto tanto, ho raccolto tanto, ho cercato di fare tanto, di organizzare tanto, di mobilitare tanto. In realtà capisco di aver fatto ancora pochissimo e che la maggior parte delle cose devo ancora farle tutte. Voglio pensare che sia così.

Il bacio più bello è quello che ancora non ti ho dato, diceva il poeta. Ebbene così sarà.

Il bacio più bello per loro, spero da parte mia abbia ancora da venire.

Amo questa terra,

e con lei il suo sangue.

Il 4 luglio 1944 fa parte della mia pelle, batte con il mio cuore, scende le scale, si emoziona di un tramonto, suona la chitarra, ama e amerà il vento salato del mare.

Chi ha letto queste righe si fermi un istante e rifletta. Un poco basterà.

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