La Toscana è la regione con il più alto tasso di anzianità. Lo riferisce una ricerca dell’Agenzia regionale di Sanità: sugli oltre 3 milioni e 600 mila abitanti, la popolazione anziana che vive in Toscana raggiunge quota 829 mila unità, di cui la metà ha più di 75 anni.

Molto spesso lo stato di anzianità si lega a problemi di salute e le malattie croniche legate all’invecchiamento sono principalmente i tumori e il diabete.

Nella fascia dei disturbi cognitivo-comportamentali troviamo una presenza sempre più diffusa dell’Alzheimer. Secondo i dati dell’AIMA (Associazione Italiana Malati Alzheimer) in Toscana sono 50 mila le persone colpite da questi disturbi. La malattia prende il nome da Alois Alzheimer, neurologo tedesco che per la prima volta nel 1907 ne descrisse i sintomi e gli aspetti neuropatologici.

Ad oggi non esistono farmaci in grado di fermare e far regredire la malattia e tutti i trattamenti disponibili puntano a contenerne i sintomi.

La Regione Toscana ha attivato, già dal 1997, politiche specifiche di assistenza verso le persone anziane e adulte colpite da questa malattia, potenziando e qualificando i servizi nell’ambito dell’integrazione socio-sanitaria e avviando un progetto di sperimentazione “Alzheimer”.

Il Consiglio Regionale, con una delibera del 1998, ha previsto modalità organizzative specifiche (i moduli ed i nuclei Alzheimer) nei centri assistenziali residenziali e diurni, con riconoscimenti attraverso una maggiore partecipazione economica da parte del fondo sanitario, e ha definito strumenti, criteri e procedure per certificare la “gravità” dei disturbi del comportamento associati alla malattia di Alzheimer ed agli stati demenziali gravi.

Abbiamo visitato li centro residenziale ‘Martelli’ a Figline Valdarno dove è presente un nucleo Alzheimer composto da 15 persone, di cui 11 donne e 4 uomini.

Da due anni in questa struttura è nato il progetto ‘perLa’ avviato in collaborazione con la ‘Cooperativa Di Vittorio’ grazie ai finanziamenti dell’AIMA.

Il progetto prevede un’attenta formazione dei volontari, del personale sanitario e dei familiari.

“Siamo molto contenti che il nostro progetto sia piaciuto anche in Regione tanto da valutarne la replicabilità in altre strutture – afferma il Direttore della RSA Daniele Raspini -. Siamo molto attenti alle necessità di chi soffre di questo disturbo e alle esigenze dei parenti. Ci sono tante accortezze che vanno seguite ed è per questo che ci teniamo a formare chiunque sia in contatto con queste persone. Persino il falegname che entra per aggiustare una finestra sa che deve fare meno rumore possibile per non disturbare gli ospiti”.

L’AIMA è attiva anche attraverso la sua Rete di Centri di Ascolto, con più di mille contatti annuali, nelle province di Firenze e Arezzo, ai quali i familiari possono rivolgersi per trovare gratuitamente orientamento e informazioni sulla malattia, sui servizi socio-sanitari presenti sul territorio, sostegno psicologico, gruppi di incontro per familiari, consulenze mediche, legali e sui servizi sociali.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare i seguenti siti: Aima e Asp Martelli

Sara Bracchini