In una Firenze in cui l’eco delle polemiche legate ai disagi della recente nevicata non si è ancora placata anche una buona notizia.

E’ stato recentemente presentato nella sede Enel di Firenze il restauro dell’opera seicentesca “Miracolo della Neve“, dipinto proveniente dalla Chiesa di San Pietro a Massa dei Sabbioni, nel Comune di Cavriglia (Arezzo).

Il restauro, interamente sostenuto da Enel, azienda da sempre impegnata nella tutela della cultura valdarnese, è stato eseguito da Manola Bernini di Figline Valdarno.

Si tratta di una tela attribuibile a Matteo Rosselli (Firenze, 1578-1650) pittore attivo nella Firenze della prima metà del ‘600, a capo per lunghi anni di una fiorente bottega.

Nella tela viene rappresentato un episodio della leggenda legata alla fondazione della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, una delle più importanti chiese della cristianità, in antico chiamata appunto ad Nives.

Nel dipinto è raffigurato Papa Liberio assistito da due diaconi che avvertito in sogno dalla Vergine in una notte di pieno agosto, mentre la neve fiocca dal cielo, traccia con una zappa sul colle Esquilino completamente imbiancato il perimetro della futura basilica. La scena è seguita da un’apparizione della Vergine in una mandorla di luce da cui continua a scendere la neve.

Il dipinto eseguito per la Compagnia di Santa Maria della Neve istituita nel 1621 presso la chiesa di Massa dei Sabbioni, rimasto inedito fino ad oggi, va ad arricchire il catalogo di Matteo Rosselli con un’opera di qualità. La sua presenza e la fattura pregevole vengono riscontrate durante la campagna di schedatura per le inventariazioni dei Beni Ecclesiastici organizzata dalla Diocesi di Fiesole.

La collocazione della tela a causa della forte umidità dell’edificio ne ha motivato, soprattutto negli ultimi anni, un progressivo e grave deterioramento; nel corso delle operazioni di restauro la pulitura della superficie pittorica dalle muffe e dalla patina scura ha permesso di capire che non vi sono ridipinture successive all’esecuzione.

Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo Museale di Firenze, nel ripercorrere la storia e le caratteristiche del dipinto ne evidenzia l’ impronta di un forte naturalismo, esplicitato dalla ricchezza e dalla veridicità dei particolari, dalla rappresentazione realistica dei personaggi e dalla particolare illuminazione dei volti, aspetti che denotano la manualità di Matteo Rosselli, condividendone l’attribuzione; notevole anche la resa dei tessuti, i riflessi di luce nelle sete, i ricami e il candore della vesti che evocano il manto nevoso; la Soprintendente sottolinea, inoltre, che “si tratta di un’opera inedita, in cui viene valorizzata la tradizione popolare che riconosce nel miracolo della neve il motivo di ispirazione per la costruzione della Basilica di Santa Maria Maggiore, uno dei simboli della cristianità. Una tela che dopo 400 anni rischiava di andare perduta e che, grazie ad Enel, è stata recuperata: da oggi sarà un’icona spirituale nella Chiesa di San Pietro a Massa dei Sabbioni nonché un’opera di assoluto valore artistico”.

Maya Ungar