L’anno si chiude così. Con il bidone acceso, il cancello semichiuso, sogni e speranze di natale, tutto chiuso in un flash, ed è calendario. E’ infatti in consegna da qualche giorno con un’offerta libera nel presidio dei dipendenti della Beltrame di San Giovanni il tanto atteso calendario degli operai della Ferriera realizzato dai fotografi Diletta Cecchi e Fabrizio Rangoni in collaborazione con i dipendenti stessi ed il sito internet Valdarnopost.it.

Un’idea nata proprio intorno al bidone qualche settimana fa e concretizzatasi proprio in questi giorni a due passi dal natale per non abbassare la guardia e tenere alta l’attenzione sulla situazione dei 79 dipendenti che lottano per mantenere il loro posto di lavoro. Gli scatti, realizzati nei dintorni dello storico stabilimento a fine novembre, immortalano gli operai in tuta che ironicamente cercano di non far chiudere il cancello, oppure che discutono tra di loro, oppure ancora che si fermano, uniti in un solo intento: quello di salvare il proprio posto di lavoro. Volti che comunque nonostante tutto cercano la serenità, la voglia di vedere un orizzonte migliore dietro la soglia del confine del 2011, che certo non ha loro sorriso soprattutto dopo il 27 ottobre, giorno terribile per loro, nel quale la proprietà Beltrame annunciò la volontà di chiudere lo stabilimento.

Fu da allora che scoccò la scintilla della resistenza, la voglia di non mollare mai, di non abbassare la guardia di fronte ad un avvenire fosco e complesso. Sono trascorsi quasi due mesi da quel giorno, due mesi di lotta, di incontri, di discussioni, fumate grigie. Poi l’avvio della cassa integrazione per crisi con l’inizio di dicembre per i prossimi 12 mesi ed un’ “exit strategy” individuata da sindacati, istituzioni, rsu e vertici aziendali che potrebbe portare nell’arco di questo anno la proprietà vicentina alla vendita dello stabilimento oppure alla ripresa della produzione, ipotesi questa ancora però lontana. Ed il calendario è nato dalle pieghe di questi giorni duri, tra un’iniziativa, una manifestazione ed uno sciopero. I fotografi Diletta Cecchi e Fabrizio Rangoni hanno fermato alcuni momenti delle loro giornate di presidio, li hanno bloccati mentre loro, tutti insieme, emblematicamente cercano di non far chiudere il cancello della fabbrica.

Li hanno bloccati mentre sorridono alla sorte beffarda, mentre fanno il possibile perché nessuno si dimentichi di loro e delle loro storie, in nome ed in simbolo di tante altre storie che purtroppo caratterizzano altri centinaia di operai valdarnesi in mobilità, in cassa integrazione, oppure in disoccupazione. Storie che dipingono giovani della nostra terra alle prese con una delle battaglie più alte e più nobili, quella per il lavoro. Perché dietro di loro ci sono famiglie, figli, mutui. Montagne da scavalcare di nome futuro. E in quegli scatti, dietro gli occhi di quei ragazzi, si legge tutto questo e molto altro. Basta poco per contribuire alla loro causa, basta comprarlo, quel calendario. A due passi da natale, non sarà certo un regalo da dimenticare dopo tre giorni, in certe soffitte polverose.