E’ uno degli stabilimenti industriali più importanti della città e della vallata. E’ una delle industrie storiche del territorio. Ma la Beltrame di San Giovanni da tempo è costretta ad affrontare numerosi problemi, troppi. Ora, a settembre, si riparte con mille incertezze e poca, pochissima serenità.

di ANDREA CALCINAI

La produzione della “Beltrame” di San Giovanni dovrebbe riprendere dopo l’estate, ma la crisi dei mercati internazionali potrebbe avere delle ripercussioni negative anche sullo stabilimento valdarnese. Neanche le torride temperature di questa estate dunque sono riuscite a sciogliere le riserve sul futuro dell’azienda siderurgica con sede a Vicenza, e nel frattempo i circa 70 dipendenti in questione non possono far altro che rimanere a braccia conserte in attesa di novità. La produzione, infatti, si è interrotta nel giugno scorso con l’esaurimento dei vecchi ordinativi e come se non bastasse, col passare dei giorni, la prospettiva di un rientro autunnale si sta facendo sempre più complicata.

Per fortuna il provvedimento di cassa integrazione straordinaria di 18 mesi approvato nei mesi scorsi, permette ai vertici dell’azienda di pianificare senza fretta un quanto opportuno piano di rilancio. L’ammortizzatore sociale comunque non può essere la panacea di tutti mali. Lo sanno bene i sindacati che loro non hanno potuto far altro che ammettere la loro preoccupazione per quello che sta succedendo sui mercati internazionali.

La Ferriera in una foto d'epoca

 

Una crisi che potrebbe inferire un altro duro colpo ad un settore già in acque agitate come quello siderurgico: “Noi ci auguriamo – ha affermato Marco Bendoni della CGIL – che l’azienda mantenga l’impegno assunto, consentendo il rientro a lavoro dei dipendenti da settembre fino alla fine del 2011. Allo stesso tempo però, anche se è ancora troppo presto per parlare di allarme rosso – ha precisato Bendoni – già lavorare ad ottobre e novembre sarebbe un buon segnale. I costi, infatti, stanno aumentando e anche gli altri stabilimenti della Beltrame a livello nazionale ( Vicenza, Marghera e Torino) non se la passano molto meglio di quello sangiovannese”.

Quando rientro sarà, sempre che ci sia un rientro, gli ordinativi dovrebbero coprire due turni su tre, con l’ammortizzatore sociale che diverrebbe di conseguenza a rotazione. Sui tempi e i modi in ogni caso ci sono ancora molti dubbie non a caso nei primi giorni di settembre i sindacati incontreranno i vertici dello stabilimento sangiovannese per fare chiarezza. L’ennesimo incontro di un 2011 davvero difficile per la Beltrame.