di SARA BRACCHINI

Cavriglia si regala un defibrillatore. Si tratta della prima postazione fissa in tutta la provincia. Nella provincia di Arezzo ogni anno 350 persone sono colpite da arresto cardiaco improvviso e solo il 5% riesce a salvarsi ma se ci fosse la possibilità di intervenire entro 5 minuti con uno shock elettrico, sarebbe possibile salvarne la maggior parte. Ma chi è in grado di utilizzare un defibrillatore? chiunque.

Il DAE riconosce automaticamente quando si è in presenza di fibrillazione cardiaca e fornisce al soccorritore tutte le indicazioni necessarie per l’erogazione dell’impulso, per questo può essere usato da personale non sanitario opportunamente addestrato. Ed è proprio in questa direzione che si muovono le frazioni del nostro Valdarno già in fase di organizzazione per ospitare corsi serali di 4 ore tenuti dai formatori della Asl8 e Fondazione Cesalpino e aperti a tutti i cittadini che riceveranno un “attestato di pubblico accesso alla defibrillazione”.

“La differenza che fanno queste persone – ha sottolineato Anna Domenichelli Responsabile socio sanitario del Distretto Valdarno- è quella di avere una responsabilità che oscilla tra la vita e la morte”. La scelta dell’amministrazione di Cavriglia si colloca all’interno del progetto “Arezzo cuore” ideato dalla Fondazione Andrea Cesalpino per la Asl8 Arezzo che promuove la creazione di una rete di 120 defibrillatori semiautomatici nei luoghi più frequentati e il centro sociale “Il filo d’argento” rappresenta senza dubbio un importante punto di aggregazione della comunità.

Da qui la decisione di posizionare un DAE, acquistato a metà dal centro Sociale stesso e dalla Coop di Cavriglia, proprio sulla parete esterna del centro. Il progetto di Cesalpino è nato lo scorso ottobre quando nella Prefettura di Arezzo è stato firmato un protocollo per la diffusione sul territorio della provincia dello strumento salvavita: cento defibrillatori furono acquistati dalla Fondazione Cesalpino e in seguito distribuiti a Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Forestale e Vigili del Fuoco. Attraverso corsi di formazione della durata di sei ore, medici e infermieri del 118 hanno formato le forze dell’ordine all’utilizzo corretto del Dae (defibrillatore semiautomatico).

In questo modo è stata creata una rete a maglie strette che non si basa solo sull’arrivo del mezzo di soccorso che talvolta avviene in ritardo, spesso quando l’arresto cardiaco ha già provocato danni irreversibili o addirittura la morte. Inoltre, nel gennaio scorso la Regione Toscana ha acquistato cento defibrillatori destinati ad un primo gruppo di società dilettantistiche individuate dalla Federazione Italiana Gioco Calcio e dalla Lega Nazionale dilettanti che si sono impegnate dotando i centri sportivi di DAE e incrementando la presenza di personale qualificato per garantire un rapido soccorso. come ha dichiarato il Dott. Massimo Mandò Direttore del centro operativo 118 della USL Arezzo “Cavriglia ha dato un bel messaggio a tutto il Valdarno”, perché oggi è arrivato il turno di tutti noi cittadini che siamo chiamati in prima fila a salvare la vita di qualcun altro e per farlo è sufficiente iscriversi ad un corso della durata di 4 ore nella frazione dove siamo residenti e mettere poi in pratica delle semplici manovre che come dire, pur essendo elementari, hanno un’importanza del tutto vitale.