La storia è nuovamente riaperta, c’è un nuovo capitolo da scrivere nei prossimi mesi. Si è svolta lo qualche giorno fa nella corte di appello di Firenze la prima udienza del processo legato alla morte di Chiara Nembrini De Los Angeles, deceduta dopo il parto, nel reparto di ostetricia e ginecologia del nosocomio valdarnese il 21 settembre 2007.

Ma l’udienza è subito stata rinviata al prossimo 28 novembre, giusto il tempo per le parti di ripresentare la vicenda. Per quanto riguarda il penale gli avvocati dei due medici condannati per omicidio colposo in primo grado, Daniela Denarosi e Lorenzo Baldassini, fin dalla sera della sentenza del giudice Federici nella sezione distaccata del tribunale di Montevarchi, lo scorso 19 dicembre 2009, avevano manifestato l’intenzione di voler far ricorso in appello e di voler richiedere una perizia medico-legale.

“Nella prossima udienza – ha spiegato l’avvocato Denarosi, che difende uno dei due professionisti -, effettueremo la richiesta di rinnovamento dell’istruttoria dibattimentale per poter eseguire la perizia alla quale pensiamo da tempo, necessaria a nostro avviso per spiegare meglio questo caso; vedremo a fine novembre quale corso prenderà la questione, siamo fiduciosi”. Ma se per quanto riguarda il penale tutto è rinviato, per quanto riguarda il civile invece tutto si è formalmente chiuso.

Gli avvocati di Gabriele Nembrini infatti, marito di Chiara, hanno annunciato che i propri assistiti, ovvero lui ed il piccolo Giacomo venuto alla luce quella notte poco prima che sua madre morisse, in questo lasso di tempo trascorso dal dicembre 2009 ad oggi sono stati risarciti dall’assicurazione dell’ospedale della Gruccia, dopo ché Federici nella sentenza aveva richiesto il pagamento di centosessanta mila euro di risarcimento e trentamila euro di spese legali. Quindi la questione civile non sarà più riaperta, mentre per quanto riguarda quella penale tutto è da vedere. Ci sarà da capire se i giudici della corte di appello di Firenze confermeranno la sentenza di primo grado, oppure se cambieranno idea riguardo agli imputati coinvolti nel caso quella tragica notte di fine estate.

La donna, che quando morì aveva 38 anni, di origine filippina, dopo aver dato alla luce il suo quinto figlio, Giacomo, venne colpita da un’emorragia inarrestabile che la portò alla morte pochissimo tempo dopo il parto. Per i due medici il pubblico ministero Falcone aveva richiesto una condanna a quattro anni di reclusione, mentre il giudice, la sera del 19 dicembre 2009, li condannò ad otto mesi di carcere con il beneficio della condizionale. Ora quella decisione di Federici, nel frattempo andato in pensione, è in mano alla corte d’appello di Firenze, che dovrà decidere cosa scrivere sulle pagine bianche di questo nuovo capitolo per questa storia nera.

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