La situazione e le prospettive del cinema in Toscana e quali saranno i film che verranno girati nelle zone del Valdarno. Ne parliamo con Ugo di Tullio, Vice Presidente e Consigliere Delegato della Fondazione Sistema Toscana – Mediateca Film Commission.

Quali sono le funzioni della Fondazione Sistema Toscana  Film Commission?

All’interno della struttura c’è una parte che si occupa di “cultura cinematografica” che vuol dire Centro di Documentazione (9.000 film, riviste, dischi consultabili liberamente dai cittadini), vuol dire formazione e vuol dire anche organizzazione di dibattiti e convegni.

Poi c’è la parte della Film Commission, che svolge l’attività di promozione cinematografica del territorio toscano. La Film Commission Toscana propone la nostra Regione come set, agevolando le produzioni grazie a rapporti diretti con gli enti locali, ad esempio, occupandosi di permessi autorizzazioni e concessioni del suolo pubblico, o ai rapporti con gli alberghi per una riduzione dei costi di soggiorno.

Altra attività è la gestione del cinema Odeon di Firenze concepito come Casa del Cinema toscano, ossia come punto di riferimento di un sistema a rete che coinvolge tutte le sale cinematografiche regionali.

Lei che è in una posizione privilegiata per monitorare il cinema in Toscana, può dirci qual è la situazione attuale?

La situazione è brutta, perché risente di quelle che sono le tendenze del cinema nazionale. In questo momento i tagli alla cultura, e in particolar modo i tagli al settore cinematografico, contraggono la produzione di buoni film. Anche la Toscana quindi risente fortemente di questo taglio. Stanno girando molte produzioni in meno rispetto allo scorso anno perché, se ci sono meno soldi, si tende a non spostarsi e a produrre laddove c’è un sistema cinema consolidato da anni. E cioè a Roma, che ospita la quasi totalità di società di produzione audiovisiva, e ospita Cinecittà, che vuol dire Studios. Inoltre ancora non abbiamo notizie se potremmo contare sul Fondo Cinema che negli anni passati era stato messo a disposizione dalla Regione Toscana.

Quindi un quadro che tutto sommato lascia molte ombre sulle prospettive future del cinema italiano e dunque toscano, considerando anche la questione delle sale che stanno chiudendo.

Quali sono le prossime produzioni che gireranno nel territorio toscano?

In questo momento sta girando Roan Johnson con il film I primi della lista nella Provincia di Pisa. Nell’aretino girerà Sindoni il film L’americanina, mentre Giovanni Cacioppo con il film Il miracolo sarà in Toscana, ma ancora non ha definito la location.

La situazione delle sale cinematografiche piccole?

Abbiamo la cognizione esatta delle crisi delle sale cinematografiche piccole. Sappiamo che la Regione Toscana oltre al contributo ordinario alle sale d’essai, pensa a nuovi stanziamenti. Ad esempio in Consiglio Regionale stanno discutendo su una proposta del PD che propone uno stanziamento di 5 milioni di euro alle piccole sale.

E nello specifico, la situazione del Valdarno?

Anche nel Valdarno la situazione delle sale cinematografica non è rosea. Ma tra le tante note negative citiamo una positiva. La ripartenza della sala cinematografica di Reggello che ha saputo reinventarsi nella antica, ma saggia, formula del “teatro e cinema”.

Perché in Italia non riusciamo a coinvolgere i privati per finanziare il comparto “cultura cinematografica”?

Il privato non si sente convinto. Il privato non investe sul cinema se non vede un ritorno immediato, ma purtroppo il ritorno immediato il cinema lo da soltanto in termini di immagine e di ricaduta di immagine sul territorio dando origine al famoso fenomeno del “cineturismo”. Anzi è utile ricordare che il 35 per cento del turismo europeo si muove per visitare i luoghi del cinema.

E’ possibile sensibilizzare gli amministratori locali affinché le location vengano sfruttate per la promozione del territorio? Penso ad esempio a Montevarchi e al film Premio Oscar La vita è bella.

Gli amministratori sono costretti a dover gestire la quotidianità che, con i tagli che ci sono stati da parte dei trasferimenti statali, è sempre una emergenza. Quindi prima pensano all’emergenza sociale, urbanistica e abitativa e poi all’investimento nei termini di cineturismo, ma nel caso di Montevarchi, ad esempio siamo disponibilissimi subito a pensare a un piano di valorizzazione cineturistica del territorio.

Andrea Bertini