Al via un’interessante esposizione a Castelfranco rara per il nostro territorio.

Pietro Annigoni


 

 

 

 

 

 

 

 

 

« …Egli rimarrà nella storia dell’arte come il contestatore di un’epoca buia per la pittura.
Occorre avere mente eletta per comprendere la sua opera, eppure è capito da tutto il popolo, perché sa parlare al popolo il linguaggio che è dei cuori puri… »
(Bernard Berenson)

“Figurazione toscana del Novecento”. Questo il titolo della mostra delle opere del maestro Pietro Annigoni che si apre sabato 16 luglio alle 11 presso la Badia di Soffena a Castelfranco di Sopra.

Un’eccezionale esposizione promossa dal comune di Castelfranco di Sopra con il contributo della Soprintendenza Bapsae di Arezzo ed il patrocinio della regione Toscana e della provincia di Arezzo.

In omaggio alla tradizione figurativa regionale, saranno esposte eccezionalmente opere di Pietro Annigoni e di alcuni allievi a lui cari, pitture dedicate all’universo e al corpo femminile di Romano Stefanelli; ritratti di rara intensità espressiva, le opere di Luciano Guarnieri, il primo allievo, esemplificheranno l’amore del disegno da sempre cruciale nella tradizione fiorentina e la sensibilità dei paesaggi a tempera acquerellata, la passione per la natura e i luoghi appartati di Massimo Calossi si invera in raffigurazioni di struggente malinconia.

Le opere saranno allestite nei locali dell’antico monastero sorto intorno ad una chiesa documentata già nel 1014 e concessa nel 1090 ai vallombrosani, arricchita nei secoli da preziose testimonianze pittoriche tre-quattrocentesch da Paolo Schiavo a Liberale da Rieti, da Giovanni di ser Giovanni, fratello di Masaccio detto lo Scheggia, a Bicci di Lorenzo.

La mostra è ad ingresso gratuito e rimane aperta dal 16 luglio al 4 settembre 2011.

Orario:

mercoledì e venerdì dalle 16 alle 19

sabato e seconda e quarta domenica del mese dalle 10 alle 12 e 30

Per i gruppi è possibile prenotare la visita su appuntamento rivolgendosi ai numeri 800/644780 – 055/9149551 – 055/9147725

Pietro Annigoni, la vita

Milano  1910- Firenze 1988

Pietro Annigoni stesso dice: “Sono convinto che le opere dell’avanguardia d’oggi siano il frutto avvelenato di un degrado spirituale con tutte le conseguenze di una tragica perdita d’amore per la vita.”

Per questo, nella solitudine del suo studio Annigoni  segue il suo stile personale che non verrà mai classificato come appartenente a qualche gruppo o corrente.
Le opinioni dei critici sono assolutamente divergenti: Bernard Berenson, conoscitore dell’arte Fiorentina Rinascimentale, considerava Pietro Annigoni non solo uno dei migliori pittori del suo Secolo, ma anche uno dei più grandi in assoluto.
Anche De Chirico aveva per lui una grande stima come pittore dotato di grande talento, mentre altri, come Carlo Carrà, consideravano le sue opere anacronistiche e negavano che ci fosse un’abilità tecnica nei suoi lavori. Pietro Annigoni resta per molti anni ignorato: durante l’era del fascismo e negli gli anni successivi, non riceve  nessuna commissione pubblica, non viene mai designato all’Accademia delle Arti e non ha la possibilità di insegnare.
Distaccato dal mondo della cultura ufficiale, alla ricerca di un pubblico che capisca la sua arte, Annigoni, nel 1949, partecipa ad una mostra della Royal Accademy a Londra riscuotendo un successo che fa rimbalzare il suo nome sui giornali di tutto il mondo.
Annigoni continua a dipingere restando coerente fino in fondo e proseguendo la sua battaglia solitaria in difesa dello stile figurativo, che per lui, studioso di Benedetto Croce, coincide con la difesa dell’integrità dell’uomo.

A Londra, Pietro Annigoni espone molte volte: da Wildenstein (1950, 1954), da Agnew (1952-1956), alla Federation of British Artists (1961), alle Upper Grosvenor Galleries (1966), oltre alla costante partecipazione alle mostre della Royal Academy, diventando il più ricercato ritrattista.

La carriera di Pietro Annigoni, ritrattista, raggiunge il top nel 1955  quando dipinge il suo primo ritratto alla Regina Elisabetta II.
Negli anni a venire Annigoni sarà praticamente il pittore della casa regnante e dell’aristocrazia inglese, allestirà importanti e seguitissime esposizioni anche a Parigi e a New York.

La passione per i viaggi sono una costante nella vita del maestro che si sposta da un capo all’altro del pianeta, India, Sud Africa, Iran, Messico, Sud America, alla ricerca di emozioni, culture, paesaggi diversi che racconta  in schizzi e disegni.
Il suo matrimonio, dal quale aveva avuto due figli, Benedetto e Maria Ricciarda, si era concluso con una separazione consensuale nel 1954 e nel 1966, proprio durate un viaggio sulla nave Raffaello, Pietro Annigoni conosce Rossella Segreto e fra i due nasce un grande amore che li porterà ad unirsi in matrimonio nel 1977.