di SARA BRACCHINI

Vigor Bovolenta e Fabrice Muamba. Due sportivi, ma soprattutto due nomi legati da un tragico destino che per Bonovolenta, giocatore di pallavolo di 37 anni, è stato letale.

La spiegazione degli opposti risvolti della stessa situazione è molto semplice: nel primo caso l’ambulanza presente a bordo campo non aveva defibrillatore mentre per Muamba, il defibrillatore è stato usato direttamente in campo, dopo pochi secondi dall’evento.

I due casi riportano luce sul problema della morte cardiaca improvvisa, una tematica molto spesso ignorata o sottovalutata. Si tratta di quella morte che si verifica in modo quasi istantaneo, senza che vi siano stati precedentemente sintomi di qualsiasi natura o segni premonitori e che colpisce in Italia ogni anno tra le 50.000 e le 60.000 persone di ogni età ed apparentemente sane, o le cui condizioni fisiche, comunque, non farebbero prevedere la loro morte in quel momento. La Morte Cardiaca Improvvisa può essere causata da una malattia cardiaca fino a quel momento rimasta sconosciuta ma naturalmente colpisce anche chi ha già subito una grave patologia cardiovascolare.

Arriva all’improvviso, quasi sempre impossibile da prevedere e colpisce persone di ogni età e sesso ma consoliamoci perché esiste una possibilità concreta per sopravvivere: il defibrillatore.

Il DAE (Defibrillatore Semiautomatico Esterno) è uno strumento indispensabile durante l’attesa  dei soccorsi che, se non presenti sul posto, impiegheranno inevitabilmente del tempo per arrivare. Ed è proprio il tempo il nemico principale dell’ arresto cardiaco. Ogni minuto che passa, infatti, fa scendere del 10% circa la probabilità di successo della scarica elettrica data con il Defibrillatore. Dopo 5 minuti le possibilità di ripresa sono già scese al 50%, dopo 8 minuti al 20%. Il danno anossico cerebrale inizia dopo circa 4 / 6 minuti di assenza di attività cardio-respiratoria. Dopo 10 minuti le lesioni cerebrali divengono irreversibili.

Se il Defibrillatore non è immediatamente disponibile si possono guadagnare minuti preziosi iniziando prontamente la rianimazione cardiopolmonare (RCP) ma la defibrillazione resta una manovra salvavita che deve essere effettuata al più presto.

Grazie alla legge n.120 del 3 Aprile 2001, in Italia il DAE può essere utilizzato anche da personale non sanitario, purché in possesso dell’attestato di abilitazione al BLS-D (Corso di Primo Soccorso con Defibrillatore), per prestare soccorso ad una vittima di morte cardiaca improvvisa.  Niente paura, i Defibrillatori Semiautomatici (DAE) vi parlano e analizzano automaticamente il ritmo cardiaco e stabiliscono la necessità della scarica rendendo la manovra estremamente semplice e alla portata di tutti.

postazione DAE centro anziani Cavriglia

Proprio per questo nel Valdarno si sta creando una fitta rete di defibrillatori a postazione fissa. In tutta la provincia di Arezzo il numero degli apparecchi collocati è salito a 54 , il primo in ordine di tempo, è stato il Comune di Cavriglia che nel settembre scorso ha posizionato un DAE sulla parete esterna del centro anziani. In seguito, ne sono state dotate le scuole, i circoli e poi  tutte le frazioni che ad oggi stanno svolgendo corsi abilitanti gratuiti della durata di poche ore. Per rendere la rete dei soccorsi ancora più capillare, la Fondazione Cesalpino ha distribuito DAE a Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Forestale e Vigili del Fuoco e perfino i frati della Verna si sono dotati di questo strumento, considerando la difficoltà per i soccorsi di raggiungere il posto in tempi brevi e la notevole quantità di persone che ogni anno raggiungono in pellegrinaggio il loro santuario.

La collocazione di un DAE dovrebbe essere regolata da una legge che ne obbliga la presenza con un processo semplice e scorrevole. L’esempio del Comune di Cavriglia e del Valdarno in generale, dovrebbe allargarsi a macchia d’olio a tutto il territorio nazionale affinché i defibrillatori non siano un privilegio di pochi ma siano la normalità per tutti i luoghi pubblici ad alta frequentazione di persone come aeroporti, stazioni ferroviarie,centri commerciali, treni, navi, aerei, metropolitane,uffici pubblici, campi sportivi, musei,cinema teatri, hotel,ambulatori,studi medici,studi dentistici, cantieri e così via.

Se la vita ci sta a cuore, la presenza di un defibrillatore è un valore aggiunto indispensabile per salvare una vita in maniera straordinariamente semplice perché come afferma Massimo Mandò, direttore del 118 di Arezzo,  ‘Non si può piangere quando la tragedia è già avvenuta e scoprire che se c’era un defibrillatore pronto, quella persona sarebbe stata salvata”.