Cent’anni di storia per fermarsi e voltarsi indietro. Cent’anni per non chiudersi al futuro. Cent’anni di vita, tra un ricordo e un aneddoto. Oggi pomeriggio alle 17 si svolgerà la presentazione del volume “Meleto, storia di un Circolo, storia di una comunità” scritto da Filippo Boni in occasione del centenario del Circolo sociale Meleto appunto, che lo scorso 25 gennaio ha spento cento candeline.

Era il 1912 quando un gruppo di abitanti dell’antichissimo nucleo urbano del comune di Cavriglia, tutti contadini e minatori, si unirono per dare vita ad un Circolo ricreativo che permettesse loro di passare il tempo libero in maniera diversa, più organizzata, più associativa. Fu così che nacque il Circolo, in tre stanze al primo piano di un appartamento di piazza Verdi, nel cuore del villaggio. Pochi anni dopo arrivò il primo trasloco, nel 1921, quando il Circolo si trasferì nella nuova sede costruita ad hoc in viale Barberino, a due passi dal quartiere Fagiolo. Da allora il Circolo ha sempre rappresentato l’essenza laica della comunità. Quella che permette ai piccoli paesi di provincia di essere infi­nitamente migliori delle città, dei luo­ghi più estesi sotto il profilo sociale e intellettuale.

 Qui nulla è lasciato in pasto all’anonimato, alla solitudine, all’emargi­nazione. A Meleto, il Circolo oggi dopo cento anni di storia fatta di sacrificio, semplicità e spesso anche di sofferenza (su tutte la strage nazista del 4 luglio 1944), è soprattutto questo. E anche i più giovani, per fortuna, sem­brano averne capito il senso. Perché se il cammino è segnato, seguendo le orme è meno facile perdersi e guardare a domani.

Appuntamento domenica pomeriggio nella sala al piano terra del Circolo Sociale Meleto alle 17 dunque, per la presentazione del volume alla quale interverranno il presidente del Circolo Pio Secciani, il consigliere regionale Enzo Brogi ed il sindaco di Cavriglia Ivano Ferri.