By by mister Cameron, la vacanza è finita in anticipo e pure con le fiamme. Non al Petrolo, ma a Londra, dove il premier britannico stanotte ha fatto ritorno a causa dei violenti incidenti esplosi in alcuni quartieri storici della metropoli. Attaccato dalla stampa di casa, che lo accusava di starsene a prendere lezioni di tennis a Mercatale mentre la capitale era messa a ferro e fuoco, il primo ministro ha deciso ieri sera intorno alle 21 di fare i bagagli in quattro e quattr’otto e di partire con moglie e figlia con un aereo speciale che lo aspettava all’aeroporto di Peretola.

E’ partito cinque giorni prima del previsto, ed è partito in mezzo alle polemiche, il giorno dopo aver abbracciato e concluso a tarrallucci e vin santo la buffa polemica a distanza con Francesca Ariani, la ragazza 27enne acqua e sapone che è stata la vera protagonista di questi dieci giorni valdarnesi di Cameron. La cameriera titolare del caffè Dolcenero di Montevarchi, che la scorsa domenica non lo aveva riconosciuto e che lo aveva invitato a servirsi da solo al tavolo, mentre lui irritato non aveva lasciato la mancia. Una storiellina da quattro soldi che ha fatto il giro del mondo in men che non si dica e che ha reso non celebre, ma celeberrima la ragazza, la cui foto in sette giorni ha fatto il giro del globo. Ma si sa, l’estate fa anche questi scherzi. L’anno scorso il premier francese Fillon, in vacanza nella stessa villa di Petrolo, nessuno se lo filò, se non qualche giornalista preciso.

Nessuno seppe dove bevve il caffè, quali camerieri lo riconobbero, quante volte andò in bagno e se la donna delle pulizie aveva figli o meno. Di Cameron in questi dieci giorni abbiamo saputo tutto in diretta, minuto dopo minuto, istante dopo istante. “Ha l’otite; gioca a tennis; va ad Arezzo; l’hanno visto al mercato a San Giovanni”. C’è pure chi giura di averlo visto a Gaville, a pescare con una canna di bambù al pozzo del diavolo, lungo un torrente antichissimo, con una maglietta della Zentih, la gloriosa società sangiovannese oggi scomparsa, che sfornava talenti calcistici di casa. Altri sono assolutamente sicuri di averlo incontrato a pisciare ai bagni pubblici della stazione di Bucine.

Probabili leggende valdarnesi da chiudere in un libro, da fermare in quattro righe, da tener ben salde nelle radici di questa terra che forse avrebbe ben altro da raccontare, che le parodie cretine di un premier pingue. Ma si sa, più sono leggere, più tirano l’attenzione. E il fatto che siano venuti da Singapore per raccontare queste storielle, la dice lunga, su quanto il mondo sia piccolo e il Valdarno provinciale si, ma come il resto del mondo. By, by mister Cameron, la prossima volta, non ci stupiremo più per un caffè ed una mancia mancata.

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