Paolo Uccello, Annunciazione

Un ricercatore fiorentino ha fatto una scoperta sensazionale: nella scomparsa pieve di Santa Maria in Avane, nel comune di Cavriglia è stato conservato per secoli un trittico di Paolo Uccello, misteriosamente scomparso a fine ‘800.

E’ rimasto sotto la cenere della memoria per oltre 111 anni, poi, all’improvviso è riemerso come il simbolo di una comunità scomparsa ma mai perduta. E’ un giallo che ormai si confonde alle reminescenze di alcuni, destinato però far parlare di se. Stiamo parlando di una tavola affissa al muro dell’altare maggiore della pieve di Santa Maria in Avane, nel comune di Cavriglia, su cui Paolo di Dono, detto Paolo Uccello in persona, ovvero uno dei più grandi protagonisti della scena artistica fiorentina della metà del XV secolo, dipinse un’Annunciazione probabilmente intorno al 1430, su commissione della famiglia di Piero di Giovanni di Antonio Del Golea. Nessuno fino a poco tempo fa sapeva dell’esistenza di quella pittura, anche perché quel dipinto venne misteriosamente trafugato la notte del 19 dicembre 1897 dalla chiesa stessa e poi mai più ritrovato. A testimoniare la sua esistenza e la sua pregevole fattura, affissa al muro dell’altare dell’antichissima pieve di origini longobarde, rimase soltanto la predella, con alcune pitture dello stesso autore che raffigurano Cristo in pietà fra San Giovanni evangelista e la Vergine. La predella, simbolo di un vero e proprio giallo storico, che ha subito l’ultimo restauro nel 2002, dopo numerose vicissitudini si trova attualmente all’interno della sala del Baldovinetti del museo di San Marco in Firenze, mentre del dipinto non si ha nessuna notizia. A svelare il giallo dell’annunciazione di Paolo Uccello, fino a poco tempo fa all’oscuro di tutti, è stato Giovanni Malanima, ricercatore fiorentino che poco tempo fa studiando negli archivi di Firenze ha scoperto tutto; ed approfondendo gli studi ha ricostruito l’iter della tavola dalla sua nascita alla sua scomparsa. Lo studio archivistico di Malanima è stato così pubblicato in un volume ed edito nel mese di ottobre 2009 da Pagnini Editore, dal titolo Paolo Uccello, l’Annunciazione di Avane. Nel libro Malanima spiega con dovizia di particolari che l’esistenza del magnifico dipinto, venne documentata da numerose visite pastorali attraverso i secoli dei vari vescovi di Fiesole nella parrocchia di Santa Cristina a Meleto, alla quale apparteneva la chiesa di Santa Maria in Avane (che fu demolita nel 1973 per l’escavazione a cielo aperto della lignite nella zona di Bomba). Tra le pagine del libro si legge anche che l’ultimo parroco di Meleto a dare notizia del dipinto fu don Narciso Ermini, che nel 1923 scrisse una lettera alla soprintendenza di Firenze in cui fece espressa richiesta della restituzione del dipinto, poiché, secondo sue fonti, quest’ultimo sarebbe stato ritrovato e depositato nelle gallerie della soprintendenza stessa. Da allora più nessuna notizia. Dove sia nascosto oggi il dipinto è solo un mistero, che non si nasconde più in quell’umile pieve di campagna smontata tanti anni fa. Di certo qualcuno occulta un tesoro che appartiene solo alla comunità di Cavriglia.

Filippo Boni