Sarà uno dei musei di punta della vallata, un punto di riferimento culturale e strategico fondamentale. Il museo delle terre nuove di San Giovanni è questione di mesi, la rampa di lancio potrebbe essere infatti la prossima primavera.

Potrebbe davvero essere la primavera delle terre nuove. La primavera di Arnolfo, o meglio del suo palazzo. No, non stiamo ovviamente parlando di questo agosto che scivola via, ma dei mesi dei fiori del 2012. Tempi cruciali per la cultura sangiovannese, che dovrebbero vedere finalmente aperto al pubblico il museo delle terre nuove, ospitato all’interno del palazzo più importante dell’agorà della città di Masaccio.

L’amministrazione, che da mesi sta lavorando sodo per gli allestimenti interni, ha infatti fissato per quel tempo l’inaugurazione della struttura, che potrebbe divenire con il già presente museo della basilica uno dei punti di riferimento culturali della vallata. Il comitato tecnico scientifico sta lavorando dopo gli incontri dei mesi scorsi con la regione, che hanno dato parere positivo sulla data dell’inaugurazione tra un anno circa. Sulla carta, nelle sale del museo sangiovannese si potranno conoscere la storia dell’espansione fiorentina nel contado e la formazione, appunto, delle Terre Nuove, quei “presidi” di Firenze nati quando il capoluogo toscano si preparava a diventare una “Signoria”.

San Giovanni Valdarno, Terranova Bracciolini e Castelfranco di Sopra furono appunto le cosiddette “colonie” costruite a tavolino dai fiorentini ed in una di queste nascerà il museo che racconta, attraverso dipinti, carte e documenti, la loro storia. Il Museo di Palazzo d’Arnolfo potrebbe ospitare per periodi programmati, anche collezioni magari da anni conservate nei depositi artistici del capoluogo come per esempio la bellissima collana di monete d’oro delle Terre Nuove, o altri dipinti che sono custoditi nei musei fiorentini senza una loro giusta e degna valorizzazione. Un accordo quello tra San Giovanni e Palazzo Vecchio che ha permesso e permetterà a quest’ultimo di mettere a disposizione le sue professionalità e le sue conoscenze in campo museale lavorando insieme al comitato scientifico per la realizzazione e fruizione della struttura attraverso la direzione dei musei comunali. E tra le mura di palazzo d’Arnolfo potrebbe giungere anche l’uomo murato, ovvero la mummia presente in una nicchia della chiesa di San Lorenzo, l’identità della quale è sconosciuta a tutti.

La presente amministrazione aveva ipotizzato la realizzazione di uno screening di quest’ultima per datarla e forse identificarla, ma i costi al momento non sono accessibili per le casse comunali, che in tempi di crisi come questo non si possono permettere l’analisi. In realtà poi c’è un altro problema. L’uomo murato è chiuso in una nicchia con una porta di vetro. I tecnici temono che nell’aprirla la mummia possa sbriciolarsi. Per effettuare l’esame dunque potrebbe essere utile effettuare una sorta di biopsia forando il vetro, ma al momento queste restano solo ipotesi. Come quella, per il momento leggendaria, che avanzano alcuni storici: ovvero che quell’uomo altri non sia che Masaccio. Un mistero o una boutade? Certo la differenza raramente come in questi casi, potrebbe essere abissale. Per adesso quel corpo resta muto e ingabbiato in una nicchia da secoli, in attesa che qualcuno sciolga dalla sua bocca le verità che non può dire.