La discarica del Valdarno continua a far discutere. Tra visite e blitz le polemiche dei cittadini a causa dei miasmi proseguono, così come però i lavori all’ampliamento, che sono concretamente iniziati solo lo scorso venerdì. Intanto il conferimento dei rifiuti, prosegue in sormonto.

Un'immagine di Podere Rota

 

di ANDREA CALCINAI

Contestualizzare la tematica dei rifiuti nel solo Valdarno, oggi, sarebbe estremamente riduttivo. Da mesi in Toscana, per non parlare di Napoli, la gestione della “monnezza” riempie pagine di giornali, suscita polemiche e smuove i cosiddetti poteri forti. La nostra vallata d’altronde lo sa bene. E’ di pochi giorni fa la visita a sorpresa a Podere Rota del consigliere regionale dell’Italia dei Valori Marco Manneschi, guidato all’interno dell’impianto dai tecnici di CSAI, per toccare con mano le criticità di cui molti cittadini si lamentano da settimane, mesi, forse anni.

Marco Manneschi dell'Idv

 Già lo scorso 30 dicembre la situazione era incandescente. Il comitato “Vittime di Podere Rota”, nel frattempo divenuto associazione, aveva osteggiato con tutte le sue forze il procedimento per l’ampliamento, a tal punto che la provincia di Arezzo si vide costretta a fermare tutto per effettuare ulteriori accertamenti. I cattivi odori non davano tregua e per di più, erano stati riscontrati degli agenti inquinanti in alcuni pozzi privati della zona circostante alla discarica.

Ad alcuni mesi di distanza però, il via libera della conferenza dei servizi è arrivato ugualmente e presto l’ampliamento sarà una realtà a tutti gli effetti. I dubbi e le perplessità intanto sono rimasti immutati. Nel mese di aprile i miasmi hanno toccato forse il loro culmine, se di culmine si può parlare parlando di “puzzo”, e le istituzioni di San Giovanni, distante poche centinaia di metri in linea d’aria dall’impianto, non esitarono nel chiedere chiarezza. Le risposte fornite durante l’assemblea straordinaria che ne scaturì non sono state abbastanza esaurienti. “Stop al conferimento finchè non sono conclusi i lavori per l’ampliamento”, fu la proposta shock dell’associazione ex “Riofi e Fossato”, ascoltata sì dai tecnici della provincia di Arezzo ma mai messa in pratica.

Il resto è cronaca recente con le due manifestazioni di protesta dei cittadini, la prima conclusasi con un presidio di fronte alle porte di “Casa Rota” e la seconda “silenziosa” durante l’ultimo consiglio straordinario di Terranuova, in cui in realtà si sarebbe dovuto parlare solo di politica. Ma Terranuova come tutto il Valdarno non possono dribblare la gestione dei rifiuti e tutte le criticità che ne conseguono. Il problema odorigeno di Podere Rota è tutt’altro che risolto e in tutto ciò, il mancato arrivo della “monnezza” napoletana è solo una magra consolazione.

San Giovanni, 7 maggio 2011: manifestazione contro Podere Rota

“I cattivi odori non potranno essere totalmente cancellati”, ha sentenziato, nel giorno del blitz di Manneschi, l’amministratore delegato di CSAI di fronte alla stampa valdarnese. Probabilmente in molti lo avevano già capito, ma la conferma fa ancora più male dell’acre odore dei rifiuti.