Nessuno sa chi è, eppure è un volto che da secoli interroga la città di Masaccio. L’uomo murato o “la mummia”, presente in una nicchia nella chiesa di San Lorenzo a San Giovanni resta un mistero che solo la scienza può risolvere, grazie all’esame del C14. Intanto dagli storici emerge un’ipotesi clamorosa: e se quella mummia non foss’altro che Masaccio in persona? Una bufala o una probabile verità che nasconde dietro di sé una miniera d’oro?

 

L'uomo murato in San Lorenzo

 

 

Se solo quella bocca aperta ma immobile da almeno cinque secoli avesse ancora il dono della voce, potrebbe narrare storie sicuramente leggendarie per la nostra epoca. E’ uno dei molteplici enigmi che il medio evo ha nascosto per i posteri anche nel nostro territorio, e nonostante il trascorrere dei secoli, è rimasto “murato” dentro una nicchia nella chiesa di San Lorenzo di San Giovanni.

Stiamo parlando dell’uomo murato appunto, o della “mummia” che dir si voglia, una persona ad oggi ancora senza identità, che una volta defunta, venne inumata in una nicchia già preesistente del muro che da sull’esterno della navata centrale della chiesa stessa. Un mistero che si è protratto nel tempo ed al quale nessuno ancor oggi ha saputo dare una risposta precisa. Chi era quell’uomo che doveva avere tra i 25 ed i 35 anni quando morì? Perché ebbe l’onore di essere murato nella chiesa a due passi da un dipinto attribuito a Masaccio nel 2001? Alcuni studi effettuati in passato sul cadavere hanno ipotizzato che l’uomo potrebbe essere stato giustiziato, addirittura impiccato, ma altri smentiscono questa supposizione, poiché sostengono che quell’uomo in realtà sia stato una persona importante che una volta defunto, venne murato a San Lorenzo perché appunto meritevole di essere sepolto in quella chiesa stessa.

Il volto dell'uomo murato

Ora l’amministrazione comunale per fare luce su questa misteriosa vicenda sarebbe intenzionata a cercare finanziamenti per far effettuare le analisi al carbonio 14 sul cadavere, in vista anche della prossima apertura del museo delle Terre Nuove, prevista per il 2012. Anche perché di quell’uomo, per ora, sappiamo solo come venne ritrovato. Nel 1820 il parroco della parrocchia don Simone Rellini, essendo venuto a conoscenza di un documento che certificava che nelle mura esterne della chiesa era stato sepolto un uomo in epoche remote, fece effettuare degli scavi che effettivamente lo portarono a scoprire una nicchia dentro la quale, in piedi, riposava una figura umana mummificata. Una scoperta incredibile e nello stesso tempo un vero e proprio enigma che destò scalpore dovunque nel territorio, ma che nessuno ha mai saputo decifrare. Molti sono gli storici che hanno studiato quell’uomo, ma per capire con certezza quali siano le sue origini sarebbero necessari studi profondi e costosissimi che prima d’ora non sono mai stati effettuati.

Con la prossima apertura del museo delle Terre Nuove, nel ristrutturato palazzo d’Arnolfo, non è però da escludere l’ipotesi che quell’uomo possa essere una volta per tutte rimosso da quella nicchia coperta da una porta di legno chiusa a chiave, e trasportato nel museo stesso in una teca di vetro.

Autoritratto di Masaccio

Forse allora sarà possibile trovare i finanziamenti per effettuare degli studi precisi che potrebbero risolvere il giallo, che negli ultimi tempi ha preso toni utopici. Negli ultimi tempi infatti Paolo Bonci, storico sangiovannese che ha studiato a lungo “la mummia”, ha mosso un’ipotesi clamorosa. E se quell’uomo fosse proprio Tommaso di Ser Giovanni Cassai, detto Masaccio, il cui cadavere non venne mai rinvenuto dopo l’estate del 1428? Un enigma a cui forse la bocca della scienza oggi potrebbe dare una riposta certa.

Filippo Boni