La scrittura era solo un hobby che ha tenuto segreto in un cassetto durante gli anni di università e di docenza.

E’ Mauro Olmastroni, ingegnere sangiovannese classe 1950 che ha fatto della scrittura una sua interessante attività alternativa, scrivendo quattro romanzi dal 2006 al 2011.

Lo incontro durante una presentazione del suo penultimo libro dal titolo ‘Ciao Papà’, terzo classificato nella sezione narrativa al premio Tagete 2009, un romanzo ambientato a Borgo San Lorenzo, che racconta angosce e frustrazioni di personaggi comuni, la lacerazione dei rapporti familiari e il loro lento ritorno all’equilibrio. Il libro rappresenta anche un modo per dire grazie alle migliaia di persone che si dedicano con abnegazione al volontariato, soprattutto alla sua componente giovanile.

Come mai ‘Ciao papà’ e non  ‘Ciao babbo’ che rispecchia in maniera più fedele la tipicità  del parlare toscano?

Sono le ultime parole che ho detto a mio padre e nonostante anch’io creda che ‘babbo’ sia più confidenziale,  ho voluto mantenere quelle originali che ho pronunciato in quel momento e che ricordo con affetto. E’ per questo che le ho utilizzate per il titolo.

Quanto altro c’è di autobiografico?

La vicenda è totalmente inventata, anche se i luoghi e i dettagli anche insignificanti sono tutti reali. Tuttavia le esperienze, il modo di agire di alcuni personaggi riprendono me stesso e qualche particolare della mia famiglia. Reale è la vicenda della signora Giustina, costretta a letto da cinque anni, in cui ho raccontato la vicenda di mia madre.

Mi piace riferire un aneddoto che mi ha colpito, accaduto non più di un mese addietro. Un amico, che aveva letto il libro da oltre un anno, mi ha confidato di essersi accorto solo ora che una delle vicende portanti del libro corrisponde in tutto alla sua storia e che si augura che anche per lui si possa giungere a un finale analogo a quello che avevo immaginato.

La prima cosa che si nota è questo disegno in copertina. Cosa rappresenta?

E’ un dipinto realizzato da Gianna Giannini, artista del Mugello con cui collaboro; lo ha chiamato ‘Elementi essenziali’ e di comune accordo lo abbiamo scelto per la copertina di questo romanzo perché lo spiega in modo molto puntuale. La prima cosa che si nota è il muro, rappresentazione di un davanti e un dietro, un prima e un dopo e la storia che racconto fa vedere appunto il passaggio da una situazione precedente, di disagio con l’ostacolo del muro, a quella successiva, stilizzata da un paesaggio che infonde serenità. Il passaggio è favorito dalla maschera, che ha un ben preciso significato; chi vi è dietro non dà importanza all’essere riconosciuto, non gli importa che si sappia chi è, quel che conta è che chi vi è nascosto dia il suo contributo per aiutare chi ha bisogno.

Cosa ti ha spinto a scrivere un altro libro?

A parte la morte di mio padre che ha rappresentato un momento molto intenso nella mia vita, ero restato colpito dall’aver rinvenuto dei documenti che me lo hanno fatto vedere sotto una luce diversa, che non conoscevo; l’altro spunto fondamentale è stato l’osservazione di quanti miei allievi passavano i pomeriggi dedicandosi al volontariato. Vedevo con quale entusiasmo portavano avanti l’impegno preso e dato che sono stati principalmente loro a darmi la spinta a scrivere, ho utilizzato personaggi della loro età, abbandonando il mondo dei quarantenni dei miei precedenti romanzi.

Il volontariato rappresenta un tema centrale in questo romanzo tanto da dedicare l’intera opera ‘A tutti i ragazzi che si dedicano al volontariato’.  Cosa ti lega così tanto a questa attività?

Voglio essere sincero. L’invidia verso chi ne fa una ragione di vita e la timida speranza che un giorno anche io mi ritrovi tra di loro.

C’è qualcuno a cui fai leggere i tuoi lavori prima di mandarli in stampa?

Sì, ho una cerchia di amici, di varia estrazione culturale, a cui mi rivolgo. Ognuno di loro mi dà consigli spesso diversi dagli altri, ma sto imparando a prendere qualche suggerimento da tutti. Per fortuna sanno anche criticarmi senza riguardo e cerco di far tesoro delle loro osservazioni.

E’ stato difficile trovare un editore che pubblicasse i tuoi lavori? Cosa ti piace e cosa no dell’editoria odierna in Italia?

Prima di scrivere libri di narrativa, ho avuto due esperienze con il settore scolastico: tutto è stato semplice, lineare e veloce, lo stesso editore mi ha cercato e stimolato. Ero illuso che la Narrativa fosse un campo analogo, ma ho dovuto ricredermi pagando lo scotto di persona, in tutti i sensi. Qualcosa sto cominciando a capire e a imparare, anche che buona parte della grande editoria italiana si occupa di faccende non solo legate ai libri; con i grandi numeri che si possono permettere, con finanziamenti che arrivano da tante parti poi è tutto possibile.

Da poco è uscito il tuo ultimo libro ‘Pinzimonio. Storia semplice, piccante e sincera in terra di Toscana’. Un titolo che sicuramente stuzzica la fantasia e invita alla lettura. Cosa ci racconti di questa tua ultima opera?

La vicenda narrata è una storia di vita quotidiana, senza personaggi o avvenimenti eclatanti, di quelle che accadono ovunque, con situazioni che si intrecciano creando a volte coincidenze che possono apparire incredibili, ma che poi risultano bazzecole se confrontate con quelle che la realtà di ogni giorno ci propone. La storia prende origine da una scena di cui sono stato testimone al mare e sulla quale la mia mente si è divertita mettendosi a navigare su come poteva svilupparsi nel tempo. Quando mi è sembrato che su questo spunto potesse esser costruita una storia organica, ho cominciato a buttare giù una trama di massima, a cui via via ho aggiunto episodi che la potessero rendere più completa.

La vicenda è velatamente piccante e prende le mosse da una situazione a mezzo tra la malizia, il gioco e l’innocenza, che poi la accompagna fino alla fine, dove improvvisamente si scontra con la realtà, con la sincerità di chi vuol vivere la vita in modo onesto, in primo luogo con se stesso.

La vicenda si svolge in Toscana e la mia penna mi ha portato a farla spostare attraverso località dove le tradizioni, l’artigianato, la storia, la natura rendono preziosa la nostra regione; uno sguardo a volo d’uccello che non vuole assolutamente stilare una classifica tra i luoghi menzionati e i mille altri che li circondano, ma una esperienza preziosa e simpatica anche per la collaborazione e l’interesse che tali realtà hanno mostrato per l’architetto Ettore Brugi, la cerchia dei suoi amici e la loro vicenda.

Dello stesso autore

-USB. Memory flash. La tranquillità di una vita ordinaria sconvolta da un misterioso ritrovamento, L’Autore Libri Firenze, 2006

-Una giornata a Castiglione del Lago, Lampi di Stampa, 2007

-Ciao papà, Del Bucchia, 2009

-Pinzimonio. Storia semplice, piccante e sincera in terra di Toscana, Lampi di Stampa, 2011

Sara Bracchini