La parabola discendente in cui ci stiamo lentamente cacciando da i suoi frutti. Il sociale in cittadine come San Giovanni se ne sta accorgendo. Ci sono dati allarmanti.

Sembra un bagno di sangue. Il report in ambito sociale per il comune di San Giovanni Valdarno riguardante i primi sei mesi del 2011 evidenzia purtroppo una dilagante crisi economica, aggravata rispetto anche all’anno precedente. I numeri purtroppo sono chiari: dal 1 gennaio fino al 30 giugno scorso si sono rivolti ai servizi sociali 251 soggetti, contro i 237 per l’intero 2010. Un numero che supera e che rischia anche di raddoppiare dunque il precedente anche se ad onor del vero molte delle spese affrontate vengono concretizzate a gennaio e quindi è impensabile che i 251 succitati diventino 500 entro dicembre. In ambito scolastico esistono poi precise agevolazioni che riguardano la mensa o i trasporti a prezzo agevolato o gratuito, e in questo campo il divario è ulteriormente cresciuto.

 

Erano 75 i soggetti aventi diritto nel 2010, sono divenuti 205 per lo scorso semestre, con un aumento di quasi il 300%. Altro settore, quello relativo agli aiuti per gli affitti: in questo campo l’uscita dalle casse comunali è ancora inferiore, ma di poco. Nell’anno precedente infatti l’amministrazione comunale ha contribuito per 30mila euro verso le famiglie in difficoltà con gli affitti mentre nel2011 hasborsato attorno ai 26 mila euro, anche se va ricordato come la politica comunale agisca in questo senso su una spalmatura di dodici mensilità. Infatti coloro che per questioni economiche subiscono la perdita del domicilio non rientrano nella graduatoria per le case popolari, che rimane fissata annualmente, ma ottengono agevolazioni dirette vedendo pagata parte o la totalità del nuovo affitto da privati.

L’iter del report adesso è conosciuto: passerà dalla giunta comunale lunedì prossimo e poi andrà in discussione alla commissione welfare interna al parlamentino, prima della presentazione alle parti sociali e ai sindacati per discutere su quanto effettivamente sia possibile fare per diminuire le quotidiane problematiche familiari. Oltretutto, per la questione legata al patto di stabilità, è anche impossibile pensare ad un incremento di investimenti nel settore welfare. Di certo i numeri non mentono mai e purtroppo, le cifre esposte sono una testimonianza diretta di come l’uscita dalla crisi per tutte le famiglie assomigli ad una chimera, con un crescente numero di “nuovi poveri” anche tra chi per decenni è appartenuto al benestante ceto medio. Una situazione allarmante, che comunque denuncia una lenta e progressiva parabola discendente che la dice lunga sullo stato di crisi degli ultimi anni.

La vallata in questo biennio ha infatti raggiunto un tasso di disoccupazione altissimo, mentre i cassaintegrati sono aumentati in maniera pazzesca. La ripresina degli ultimi mesi non è bastata. Ed i dati sul sociale, parlano chiaro. Purtroppo talmente chiaro da fare paura.