Con il libro Le perfezioni provvisorie, pubblicato da Sellerio, torna sulla scena l’avvocato Guido Guerrieri, questa volta nei panni di un detective alla ricerca di Manuela, una studentessa universitaria scomparsa improvvisamente nel nulla.

In questa nuova avventura troviamo molti cambiamenti, come succede spesso nell’arco della vita: un Guido nuovo, uno studio legale nuovo, colleghi nuovi, un caso da risolvere ancora più complesso, un’inerzia di sottofondo che conduce il lettore quasi fino al termine del romanzo, ma che inaspettatamente diventa risolutiva.

La storia si dipana su più piani: le indagini attraverso gli amici e conoscenti della studentessa, la vita quotidiana di Guerrieri a contatto con il mondo giudiziario, i ricordi del protagonista che riemergono per associazioni di idee.

Così il mondo adolescenziale di Manuela, dove le telecomunicazioni e il cellulare fanno da protagonisti, si disvela poco a poco, mentre attraverso i ricordi riprende vita il mondo giovanile del protagonista qurantacinquenne, un mondo ormai lontano in cui regnavano – come scrive l’autore – il mangiadischi, le penne a quattro colori(…), l’astuccio con le matite(…), le diapositive…

Lo scrittore riesce a catturare l’attenzione attraverso una storia il cui filo conduttore viene continuamente interrotto da vicende inattese, riflessioni e ricordi di un tempo passato. Ma la trama diventa sempre più intrigante con l’entrata in scena di alcune figure femminili, in particolare Nadia, ex cliente di Guido, Caterina, un’amica di Manuela, e Anita, una conoscente della ragazza scomparsa, che saranno determinanti nella risoluzione del caso.

Fanno da sfondo alla trama del giallo alcuni concetti quali l’assenza e la verità. Chi ci dice che coloro che sono stati interrogati da Guerrieri abbiano detto la verità? Una sera Guido, parlando con Nadia, afferma che «nessuno dice la verità, soprattutto quando parla di se stesso (…). Quelli che dicono – e magari ne sono convinti – di essere sempre sinceri sono i più pericolosi. Non sanno di mentire inevitabilmente, non se ne rendono conto e sono prigionieri di se stessi».

Ma la vera svolta nel corso delle indagini si ha quando Guerrieri prende consapevolezza che la mancanza di un’informazione può essere essa stessa un indizio importante. Ma cosa sono queste perfezioni provvisorie? Come si conclude il giallo? Lo scoprirete solo leggendo.

La scrittura di Gianrico Carofiglio è fluida, ma allo stesso tempo essenziale e accattivante. Istruzioni per l’uso: il libro è da leggere tutto d’un fiato.

Dello stesso autore

Testimone inconsapevole, Palermo, Sellerio, 2002

Ad occhi chiusi, Palermo, Sellerio, 2003

Il passato è una terra straniera, Milano, Rizzoli, 2004

Ragionevoli dubbi, Palermo, Sellerio, 2006

L’arte del dubbio, Palermo, Sellerio, 2007

Cacciatori nelle tenebre, Milano, Rizzoli, 2007

Né qui, né altrove. Una notte a Bari, Bari, Laterza, 2008

Non esiste saggezza, Milano, Rizzoli, 2010

Anna Tomaselli