Viaggio nella ghost town del Valdarno. E’ uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi dell’intera Toscana Castelnuovo dei Sabbioni, conosciuto in tutto il mondo dagli esperti del settore, che ora però, dalle sabbie mobili dell’oblìo, cerca una nuova vita perduta.

E’ uno spettro che contiene migliaia di altri spettri. Un luogo affascinante e perduto, pieno di malinconia e di storia. Il vecchio borgo di Castelnuovo dei Sabbioni è lì, penzolante fra l’oblio e la memoria, alla ricerca di un nuovo cuore. Ma il trapianto si allontana. Per ora solo il comune, che lo acquistò qualche anno fa dall’Enel, ha investito su di lui, dopo il suo progressivo e latente abbandono.

L’acropoli è risorta, presto ospiterà un museo delle miniere e della storia di questa civiltà che negli ultimi 150 anni ha subito una trasformazione dietro l’altra. Tutto il resto però versa in uno stato di abbandono e solitudine incredibile. I tetti delle antiche abitazioni sono praticamente tutti crollati, le rampicanti hanno preso il sopravvento sulle facciate dei muri, le finestre delle case sono cadute, le crepe hanno aperto squarci preoccupanti negli edifici. Tutto tace. E tutto nello stesso tempo urla, nella ricerca disperata di nuova vita.

Questo luogo affonda le proprie origini in secoli bui, lontani, si parla dei longobardi, si parla di un castello che si ergeva laddove poi successivamente è stata edificato il paese alto. Stravolgimenti su stravolgimenti che hanno modificato l’esistenza agli abitanti, che non lo vivono più, che sono stati esiliati quarant’anni fa nella collina più a monte, in Camonti. E’ lì che hanno ricostruito la propria comunità, il proprio paese. Le macchine escavatrici delle miniere di lignite a cielo aperto infatti, che mangiavano terra su terra nella collina sottostante, rischiavano di far crollare anche l’ultimo stralcio di paese, rimasto appeso alla collina; così gli uomini lo evacuarono, ma l’abitato non crollò mai. E’ rimasto là. Con un muro, nell’antica piazza IV novembre, che ricorda due stragi sanguinarie che unirono le sorti di questa popolazione in due epoche completamente diverse.

La prima avvenne nel 1500, quando i Pazzi da Firenze assediarono i borghi nemici e colpirono la popolazione di Castelnuovo uccidendo gli uomini alle pietre di quel muro. Lo stesso che il 4 luglio 1944 fu scenario del più recente massacro nazista, che vide cadere sotto i colpi della unità Hermann Goering, 73 abitanti maschi fra i 14 ed i 90 anni. E’ in quel muro che parla la memoria. In quel silenzio contrastante. In quell’abbandono. Ora in cerca di anime, in cerca di qualcuno, che torni ad amarlo per non dimenticare.

Filippo Boni 

Approfondimento: Nella sezione video di questa settimana abbiamo inserito un reportage effettuato da una equipe di esperti qualche tempo fa sul paese: www.italiaperduta.com