Un documentario sulla strage di San Pancrazio sulla Cnn. La notizia non può passare in sordina come non può essere trascurata. Se uno dei network d’informazione più importanti della terra si occupa di una strage avvenuta nella nostra vallata il 29 giugno 1944 portando via la vita a 73 uomini la eco deve correre a più non posso per mille motivi. San Pancrazio grazie alla fine sensibilità del suo sindaco, Sauro Testi, da anni si impegna per ricostruire la memoria, per onorare i propri caduti, per cercare un bandolo della matassa in quel filo rosso dello stragismo nazista che ebbe inizio a Nola e Scafati, in Campania, per finire nel nord Italia.

Quel filo rosso che lega popolazioni sotto lo stesso minimo comune multiplo: il sangue dei civili. 15mila, per essere chiari, morto più morto meno. Quindicimila esseri umani che caddero per mano di più reparti della Wermacht nell’arco di un anno e mezzo. 73 di questi caddero in una cantina di una villa padronale del borgo di San Pancrazio.

Li rastrellarono all’alba, alle porte del paese e li fecero fuori a gruppi di 5 a 5, finendoli con un colpo di nuca alla testa ed ammassandoli l’uno sopra all’altro. San Pancrazio in realtà non fu un eccidio isolato, ma ben saldo a quelli di Cornia (altra frazione di Bucine) e di Civitella della Chiana. Lo stesso giorno, lo stesso destino per oltre 200 civili. Lo stesso disegno, quello della Wehrmacht in ritirata, le stesse unità, la Feldgendarmerie e soprattutto la Hermann Goering, che neppure sei giorni dopo, il 4 luglio si sporcarono nuovamente le mani di sangue nel comune di Cavriglia, dove tra Meleto, Castelnuovo, San Martino, Massa e poi l’11 luglio a Le Matole, falcidiarono e bruciarono 193 uomini. Per anni si è rimasti certi che quelle stragi fossero avvenute per rappresaglia sui civili per colpire i partigiani. Poi furono aperti gli archivi inglesi e poi l’armadio della vergogna e la verità più scomoda venne a galla dopo cinquant’anni. La Germania aveva preparato quelle stragi ed i testimoni lo raccontano in quelle inchieste di matrice alleata. Le aveva preparate con cura ed i mandanti erano efferati avanzi di galera uniti a giovanissimi indottrinati nazisti. Pagammo noi. Pagarono le nostre radici. Pagò la nostra gente e dunque i loro destini. Ancora oggi la memoria si divide, ancora oggi ci puntiamo il dito contro, mentre i veri colpevoli se ne andavano lentamente, dimenticati dalla storia, a vivere vite ottuagenarie tranquille. Qui è rimasto il silenzio, un lutto mai rielaborato davvero, processi giunti gioco forza troppo tardi e l’oblìo, la bestia più brutta contro cui combattere.

Ecco perchè il documentario di Momomedia su San Pancrazio dovrebbe farci balzare sulle nostre tranquille sdraio estive riscuotendoci. Perchè rompe l’oblìo e lo scandire inesorabile del tempo che porta la storia, in maniera preoccupante e pericolosa a rivivere le sue fasi cicliche, come fa la luna.

filippo boni

WORLD’S UNTOLD STORIES

CANALE SATELLITARE 516 DI SKY, CNN INTERNATIONAL

SABATO 13 AGOSTO ORE 22:00

DOMENICA 14 AGOSTO ORE 11:00

MARTEDì 16 AGOSTO ORE 11:30- 19:30