di ANDREA CALCINAI

Nella partita persa contro il Gracciano, e fin qui non c’è notizia, l’unica nota da segnalare nell’ennesimo desolante pomeriggio del “Brilli Peri” è stato il ritorno dei tifosi, al loro posto nella “Sud” per sostenere i colori e per criticare duramente l’attuale società. La presenza degli ultras però, non è un semplice caso isolato, ma è il segnale che il vento, nella Montevarchi calcistica, sta per cambiare davvero.

La gloriosa Aquila calcio è ormai appesa ad un filo, in attesa di un fallimento che presto o tardi sancirà la morte giuridica della società più antica per fondazione della Toscana, ed è proprio questa l’occasione per ripartire da zero, liberandosi delle gestioni forestiere e restituendo la squadra, che per anni è stato l’orgoglio di un’intera città, ai montevarchini.

Lo chiede tutta Montevarchi e a maggior ragione lo chiedono i tifosi, stanchi di veder infangato il nome dell’Aquila nei campi di tutta la Toscana, con una squadra non all’altezza e gestita da persone che niente hanno a che fare col Valdarno. Il compito di accontentarli spetta adesso alle istituzioni e il sindaco non ha perso tempo, iniziando a contattare gli imprenditori e convocando un’assemblea pubblica per venerdì, quando sarà messa in opera la prima pietra dell’Aquila che verrà.

In realtà il compito non è così semplice. In molti si chiedono da quale categoria ripartirà l’Aquila e se concluderà o no il campionato in corso. Su questo non ci sono certezze, ma se il tessuto economico risponderà all’appello lanciato dal sindaco in tempi brevi, il purgatorio della terza categoria potrebbe essere evitato. Serve chiarezza inoltre, anche sulla posizione dell’attuale gestione, quella guidata da Mario Zarlenga che anche nel dopo partita di ieri non è apparso intenzionato a mollare. Siamo sicuri che i tifosi al riguardo hanno idee ben diverse.