Appese ad un filo le sorti della terza articolata gestionale – turistico, ma i segnali sono preoccupanti in tutta la vallata. Aumentano bocciati e rimandati a settembre.

“Farò il possibile per venire incontro alle esigenze dei genitori e degli studenti, ma è difficile essere ottimisti”. Rimane appeso ad un filo il destino della terza articolata della scuola media superiore “Magiotti” di Montevarchi, inserita negli organici di diritto ma sparita da quelli di fatto. Oltre tutto l’ufficialità degli organici potrebbe arrivare già nelle prossime ore: “Tutto dipende dal numero di cattedre disponibili – ha proseguito il dirigente scolastico Fabrizio Poli – e oggi attivare un corso per sole 9 persone è davvero difficile”.

La situazione però è ben più complessa. Al momento, infatti, sono 9 gli iscritti all’indirizzo turistico, pochi per raggiungere il numero minimo imposto dalla legge di 12 studenti. Qualche ragazzo in più è iscritto al gestionale, 16, un numero che sommato ai 9 del turistico fa 25, soglia appena sufficiente per formare una classe. Quindi perché la terza non è al sicuro?

La risposta arriva direttamente dal preside: “Se non ci verrà concesso l’indirizzo turistico – ha puntualizzato Fabrizio Poli –   salterà anche il gestionale che avrebbe i numeri necessari all’indirizzo ma non quelli per la classe”. Un bel rompicapo insomma: “L’unica soluzione – ha concluso Poli – e che il provveditorato ci conceda una deroga in virtù del diritto allo studio dei ragazzi che altrimenti sarebbero costretti a  spostarsi ad Arezzo o Firenze. L’unica cosa che posso fare è inviare una nuova lettera al provveditorato con la speranza che si possa scongiurare il peggio”. Anche le istituzioni intanto, stanno facendo la propria parte: “Questa classe – ha ricordato l’assessore montevarchino nonché presidente della conferenza zonale d’istruzione Giovanni Rossi – ci era stata garantita a maggio anche dalla sovrintendenza scolastica regionale e poi il 20 di luglio è scomparsa. Dobbiamo lottare affinché questa classe ritorni”.

Resta il fatto che a luglio inoltrato 25 studenti non sanno ancora cosa faranno a settembre, e questo la dice lunga sul delicato momento della scuola anche in Valdarno. Solo negli istituti dell’istruzione secondaria della vallata, infatti, il 14% degli alunni è stato bocciato e se a questi aggiungiamo anche i rimandati a settembre, si evince che soltanto il 65% dei ragazzi iscritti è stato promosso all’anno successivo direttamente a giugno. Un quadro allarmante dunque e gli ulteriori tagli imposti dalla nuova finanziaria non lasciano presagire niente di buono.

Andrea Calcinai