E’ una rovina di un maniero antichissimo, nel comune di Pian di Scò, un angolo perduto di Valdarno da scoprire, l’antichissimo castello dei Conti Guidi

Se diciamo che lo conoscono in cinque in Valdarno forse non è uno scherzo, eppure è uno dei presidi più antichi della vallata, e di questo è rimasto poco, se non le fondamenta. Nel Valdarno da scoprire, in questa terra ricchissima di paesaggio ma anche di cultua c’è anche lui, il castello di Poggio alla Regina, nel comune di Pian di Scò. L’antico maniero, denominato “dei Conti Guidi”, signori feudali che per secoli dominarono le giogaie appenniniche ed a lungo anche i fondovalle fra Casentino, Valdarno e Romagna, costituisce attualmente un’area archeologica ‘sigillata’ dal momento del suo repentino e definitivo abbandono, avvenuto attorno al terzo quarto del secolo XIV. La documentazione di tale evento conclusivo, che si pone al termine di un’occupazione plurisecolare del sito, è stato uno dei risultati del programma di indagini archeologiche ad opera di una equipe dell’ Università di Firenze che, utilizzando i metodi dell’archeologia storica, ha per scopo la ricostruzione della storia del territorio montano interposto fra i comuni di Pian di Scò e di Reggello.
Il sito, che si sta rivelando come uno dei più importanti insediamenti fortificati di altura del Valdarno, è citato nelle fonti scritte, fra i secoli XI – XIV, come Castiglion della Corte, infeudato dai Guidi ai Pazzi del Valdarno a partire dal tardo sec. XII. I dati archeologici documentano la storia del sito, dalle origini alto medievali (con tracce di frequentazioni preistoriche e di elementi strutturali di età classica) al processo di incastellamento feudale ed al suo sviluppo con caratteri monumentali.
Il castello occupa una posizione strategica di grande rilevanza fra Valdarno e Casentino; il poggio sul quale sorge mostra caratteri che ne giustificano la scelta per insediamenti che, in diverse epoche, occuparono la sua sommità: pendici scoscese e cima isolata, sufficientemente ampia; facile controllo di tutta la viabilità locale, che vi converge; facile difesa del luogo e rapida possibilità di intervento.

Il sito si presenta come un centro abitato di notevole consistenza (oltre 2000 mq.) e con caratteri di tipo urbano, fortificato tramite una cerchia muraria che circonda la sommità del Poggio della Regina, a 914m. slm; essa è attualmente rilevabile in più punti lungo il margine del rilievo e visibile nella parte meridionale riportata in luce dagli scavi. L’interno è articolato in una serie di edifici e strutture le cui tracce appaiono rilevabili in ampi tratti del tessuto abitativo, che si comincia a percepire complesso.
Il progetto pluriennale di indagini archeologiche ha caratteri di laboratorio sperimentale e di cantiere di scavo didattico e prevede anche l’ organizzazione di visite guidate e comunicazioni pubbliche sia nel corso della campagna estiva sia in altri periodi. Lo conoscono in pochi dicevamo, forse pochissimi. E durante le ferie al tempo della crisi, non è affatto una meta da trascurare a costo zero, anche per capire, una volta di più quanto ricco e pieno di fascino sia questo luogo.
 
Chino di Tacco