Abbiamo appreso in una nota del Comune di Arezzo che dagli ultimi rilievi analitici effettuati dall’ARPAT, la situazione delle acque di falda dell’area del “triangolo delle cave” è sensibilmente migliorata, e che l’inquinamento da idrocarburi e altre sostanze ritenute pericolose per la salute umana sembra sia scomparso.

Il WWF esprime una certa perplessità riguardo alla nota diffusa, tanto più se, come si legge nella stessa, la ASL sconsiglia comunque l’uso potabile dell’acqua, pur non avendo questa, se bevuta, effetti tossici acuti per l’organismo. Che cosa significa in realtà tutto ciò? Che comunque seppur non acuti ci possono  essere effetti per chi assume acqua dai pozzi che attingono dalla falda, tanto da spingere appunto la ASL a sconsigliare di farlo?

E allora che senso ha dichiarare che l’acqua delle falde non è più inquinata? A quale gioco si vuole giocare?

Il WWF ritiene doveroso ricordare a tutti, istituzioni in primo luogo, quanto sia opportuno un atteggiamento prudente e soprattutto quanto sia necessario proseguire ancora per un lungo periodo nell’azione di monitoraggio attento e capillare della condizione della falda prima di dare per scomparso l’inquinamento.

Il WWF domani sarà presente ad una manifestazione organizzata all’interno del triangolo delle cave, anche, se mai ce ne fosse bisogno, per richiamare l’attenzione su questo tema e sul generale degrado nel quale versano appunto le aree delle ex cave non solo nel territorio comunale ma in tutta la provincia e quanto sia importante approntare azioni dirette ad un concreto e reale ripristino ambientale e soprattutto quanto sia indispensabile dare un informazione chiara e certa ai cittadini, che non dia adito a fuorvianti interpretazioni come nella nota diffusa, nella quale da un lato si parla di “acqua non più inquinata e dall’altro si dichiara che “non è comunque consigliabile utilizzarla”. Non è questo il messaggio che i cittadini si aspettano dalle istituzioni che hanno il compito di vigilare sulla propria salute.