La multinazionale leader mondiale di inverter per il fotovoltaico esplora nuove frontiere tra cui l’eolico. Viaggio in un mondo economico che per ora funziona, anche con un nuovo centro di ricerca che darà lavoro a 200 dottori. 

di ANDREA CALCINAI

Il nostro territorio è e rimane un punto di riferimento per lo sviluppo delle nuove fonti di energia grazie alla Power One. Non è certo una novità che il nome dell’azienda con sede a Terranuova stia superando i confini nazionali, e passato il momento delicato in concomitanza con la ventilata ipotesi di cancellazione per gli incentivi statali, la Power One è tornata ad investire in maniera massiccia sul settore di ricerca pianificando per i prossimi tre anni l’assunzione di 200 nuovi ricercatori. Un obiettivo a lunga scadenza ma che sta già iniziando a prendere forma.

Naturalmente la selezione sarà scrupolosa trattandosi di un settore estremamente specializzato, ma alcuni neo laureati in ingegneria stanno già facendo la gavetta a fianco dei 130 ricercatori già assunti. Si tratta di un piano estremamente ambizioso e che dovrebbe portare la Power One ad affiancare la produzione di inverter per il fotovoltaico, che al momento convoglia su di sé il 90% dell’attività, a quella indirizzata verso il mercato dell’eolico, un altro settore dell’energia rinnovabile in grande espansione: “Per quanto riguarda l’eolico – ha affermato Luciano Raviola presidente del Consorzio Terranuova e dirigente della Power One – abbiamo dei prodotti non concorrenziali. Per questo cercheremo di dare rispose concrete aumentando gli investimenti”.

Ma non è tutto. Oltre al Brasile, la cui economia è in grande ascesa grazie soprattutto all’assegnazione di due eventi sportivi come i mondiali di calcio 2014 e l’Olimpiade 2016, stanno investendo molto nel settore anche Stati Uniti, Cina e India, ed è a questi mercati che mira la multinazionale con sede in Valdarno.

Serve dunque qualcosa che permetta di fare un ulteriore salto di qualità. Al momento le energie rinnovabili sono legate alla variabilità delle condizioni atmosferiche, vento o pioggia che sia. Da ciò nasce la necessità di un nuovo sistema in grado prima di accumulare energia per poi metterla in rete, rendendo l’energia rinnovabile dalle condizioni atmosferiche. Trovarlo sarà il compito dei 200 neo laureati che lavoreranno nel nuovo centro di ricerca che la Power One inaugurerà il prossimo 30 settembre.

Uno stabilimento di 1800 metri quadrati in cui verranno migliorate anche le attività a supporto del prodotto, non ultimo il servizio nei confronti della clientela. E se questo non fosse sufficiente a far luce sulle ambizioni del marchio terranuovese inoltre, gli scettici sono invitati al convegno che si terrà il 29 e il 30 settembre, patrocinato da regione Toscana e provincia di Arezzo, in cui la Power One illustrerà i segreti del suo successo. Segreti conosciuti ormai da 2000 lavoratori tra dipendenti diretti e indotto.